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IL RICHIAMO DEL LUPO!

Il richiamo del lupo

  All’interno della Fabbrica della Natura,  nel Parco Regionale dei Monti Rognosi (Ar),  venerdì 18 agosto alle ore 21, l’Associazione Amici del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi parlerà della biologia e del comportamento del lupo, dei rapporti a volte conflittuali con l’uomo e della sua vera o presunta pericolosità, della la storia, dei problemi ma anche delle opportunità legate al suo ritorno.

Il Parco insignito della qualifica di Patrimonio dell’Umanità Unesco

Lo scorso 7 Luglio la Riserva Integrale di Sasso Fratino e alcune aree limitrofe per un totale di 7.724,28 ha (pari a circa il 20% della superficie complessiva del Parco) sono state insignite dall'Unesco del titolo di  Patrimonio dell'Umanità. Il sito rappresenta l'area di maggiori dimensioni tra quelle designate in Italia e uno dei più estesi complessi forestali vetusti d’Europa. Questo risultato ci riempie di gioia e conferma l'importanza delle strategie di conservazione adottate negli anni passati;  al tempo stesso la nostra Associazione esprime le sue perplessità circa l'attuale politica perseguita dalla dirigenza e presidenza del Parco, che ci pare invece privilegiare la "promozione" in chiave turistica ed economica , a beneficio di portatori di singoli interessi, rispetto alle strategie di conservazione, che invece dovrebbero rappresentare la priorità istituzionale di un Ente di Diritto Pubblico.    

Appello per salvare i Parchi Italiani

COMUNICATO STAMPA SULLA LEGGE QUADRO SULLE AREE NATURALI PROTETTE

Come Associazione Amici del PNFC stiamo sostenendo la battaglia contro questa legge di modifica che appare,  ai più,  dettata da politiche ispirate a logiche di mercato e che ci sembra dare più importanza  alla promozione economica dei territori,  prevedendo che nei consigli direttivi dei parchi entrino in modo significativo questo tipo di interessi,  piuttosto che all'esigenza di conservazione e salvaguardia dell'ambiente naturale. Riportiamo il testo del comunicato stampa che il WWF Italia ha diramato, a nome di tutte le Associazioni che hanno aderito: COMUNICATO STAMPA SENATO APPROVA GRAVI MODIFICHE ALLA LEGGE QUADRO SU AREE PROTETTE IGNORANDO COMPLETAMENTE PROPOSTE MOTIVATE PRESENTATE DA TUTTO IL MONDO AMBIENTALISTA (E NON SOLO) “Né il Senato, né il Governo hanno accolto le osservazioni e le proposte di 17 Associazioni Ambientaliste e di centinaia di esperti e uomini di cultura, che hanno criticato in modo fermo e elaborato proposte migliorative. Risultato, una riforma sbagliata che chiediamo con forza venga modificata alla Camera”. Così le Associazioni subito dopo il voto con cui Palazzo Madama ha approvato, in prima lettura, il disegno di modifica della legge 394/91 sulle aree protette. “Non volendo cogliere il senso costituzionale che vede la tutela della natura in capo allo Stato, la riforma non valorizza il ruolo delle aree protette come strumento efficace per la difesa della biodiversità e non chiarisce il ruolo che devono svolgere la Comunità del Parco. Un testo che doveva rafforzare il ruolo e le competenze dello Stato centrale nella gestione delle aree marine protette, ma che in realtà continua a lasciare questo settore nell’incertezza e senza risorse adeguate. Perché non possiamo non sottolineare che questa riforma viene fatta senza risorse, che la legge approvata non riesce a delineare un orizzonte nuovo per il sistema delle aree protette e senza migliorare una normativa che, dopo 25 anni di onorato servizio, non individua una prospettiva moderna per la conservazione della natura nel nostro Paese”. Numerosi e tutti molto preoccupanti sono i punti più critici del disegno di legge approvato al Senato:
  • Una modifica della governance delle aree protette che peggiora la qualità delle nomine e non razionalizza sufficientemente la composizione del Consiglio direttivo, in cui viene prevista la presenza di portatori di interessi specifici e non generali come deve essere. Non vengono definiti strumenti di partecipazione dei cittadini né la previsione di comitati scientifici;
  • Una governance delle Aree marine Protette che non prevede alcuna partecipazione delle competenze statali e individua Consorzi di gestione gli uni diversi dagli altri;
  • L’assenza di competenze specifiche in tema di conservazione della natura di Presidente e Direttore degli Enti Parco;
  • Un sistema di “royalties” che, pur legato ad infrastrutture ad alto impatto già esistenti, deve essere modificato per evitare di condizionare e mettere sotto ricatto i futuri pareri che gli enti parco su queste dovranno rilasciare;
  • Una norma che attraverso la “gestione faunistica”, con la governance prevista, acuirà le pressioni del mondo venatorio;
  • L’istituzione di un fantomatico Parco del Delta del Po senza che venga definito se si tratti o meno di un parco nazionale, quando peraltro la costituzione di questo, come Parco Nazionale, è già oggi obbligatoria ai sensi dalla legge vigente;
  • Non si vietano le esercitazioni militari nei parchi e nei siti natura 2000;
  • Non si garantisce il passaggio delle Riserve naturali dello Stato, del personale e delle risorse impegnato, ai parchi.
Sono alcuni dei motivi che fanno di questa riforma una riforma sbagliata, incapace di dare soluzioni ai problemi delle Aree Protette, ma addirittura tale da avvicinare troppo sino a sovrapporre pericolosamente i portatori d’interesse con i soggetti preposti alla tutela, svilendo la missione primaria delle aree protette e mettendole in ulteriore sofferenza. Alla luce di ciò, gli elementi utili introdotti dalla riforma, soprattutto in termini di pianificazione, di classificazione e gestione dei siti della rete Natura 2000, di considerazione dei servizi ecosistemici, appaiono sostanzialmente depotenziati. “Abbiamo dato la massima disponibilità al confronto, elaborando argomenti seri e proposte dettagliate. Con infinito rammarico siamo costretti a dover prendere atto di mancate risposte del relatore, della maggioranza e del Governo, con il risultato doppiamente negativo di perdere l’opportunità di miglioramenti costituzionalmente coerenti e di determinare un grave scollamento tra la politica italiana ed un approccio alla conservazione della natura coerente alle indicazioni ed agli obblighi internazionali”, continuano le Associazioni ambientaliste che concludono: “A venticinque anni dalla sua approvazione, il Senato, snaturandone i presupposti, approva modiche inadeguate alla legge sulle aree protette che ha garantito la conservazione della natura e la salvezza di una parte cospicua del territorio italiano. La questione ora si sposta alla Camera dei Deputati dove le Associazioni Ambientaliste faranno di tutto per far sentire una voce va ben oltre loro e coinvolge tutto il mondo della cultura e della scienza del nostro Paese”. Roma, 10 novembre 2016 Le associazioni che hanno chiesto modifiche al Senato Ambiente e Lavoro AIIG – Associazione Insegnanti di Geografia Club Alpino Italiano Centro Turistico Studentesco Ente Nazionale Protezione Animali FAI – Fondo Ambiente Italiano Greenpeace Italia Gruppo di Intervento Giuridico Italia Nostra LAV – Lega Antivivisezione Legambiente Lipu Marevivo Mountain Wilderness Pro Natura SIGEA WWF Italia   Inviato dall’Ufficio Stampa del WWF Italia per conto delle Associazioni citate.    

Snowtracking 2016

Nel fine settimana dal 12 al 14 febbraio si è svolta l'attività di monitoraggio su un branco di Lupi all'interno del PNFC. Abbiamo adottato la tecnica più proficua nel periodo invernale,  lo snow-tracking, e,  grazie ai 4/5 cm di neve fresca caduta sul transetto nella nottata precedente l'inizio dell'attività,  il monitoraggio del sabato si è svolto in condizioni ideali. Abbiamo individuato una pista che ci ha permesso di seguire almeno due esemplari in attività di ricognizione del territotio, con evidenze di marcature,  e probabilmente anche un'azione finalizzata ad una tentata predazione su ungulati selvatici. I risultati conseguiti confermano quanto già accertato nelle sessioni di monitoraggio svolte sullo stesso branco negli anni 2014 e 2015, questi risultati una volta elaborati verranno messi a disposizione del Parco e del CTA del Parco. Ringraziamo i partecipanti per l'impegno profuso e Stefania del Rifugio di Asqua,nostra base di appoggio.  

“Piano di Azione Nazionale sul Lupo”

foto di G. Paris

foto di G. Paris

Questo è il testo della mail inviata al Ministro dell'Ambiente e al Presidente della Regione Toscana per rappresentare la posizione della nostra Associazione,  nettamente contraria alla possibilità, contenuta nel Piano Nazionale sul Lupo, di procedere ad abbattimenti selettivi di esemplari di Lupo.
"Egr Ministro dell'Ambiente, Egr Presidente della Regione Toscana,
 con la presente mail, con riferimento all'imminente varo del cosidetto "Piano di Azione Nazionale sul Lupo", la nostra Associazione di Volontariato Ambientale intende assumere una posizione nettamente contraria a qualsiasi ipotesi di prelievo cruento, sul territorio Nazionale, di esemplari di canis lupus italicus.
 
La Direttiva 92/43 CEE (Habitat) con gli articoli 1 e 2, ha sancito che lo scopo della Direttiva è quello di “contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli stati membri al quale si applica il trattato”. L’Italia, con il DPR dell’8 settembre 1992, n. 357, ha recepito tale Direttiva.
 
Alla luce del disposto della norma Comunitaria, appare del tutto ingiustificato, considerato il limitato impatto, anche economico, degli interessi in gioco, ipotizzare interventi di prelievo del Lupo, giustificati con la mitigazione di conflitti, dovuti in larga misura a errati comportamenti umani.
Nello specifico la fattispecie dei danni da predazione su bestiame domestico è un fenomeno limitato e la cui incidenza, solo adottando minime misure di prevenzione, si riduce drasticamente.
 
Riteniamo, come la maggioranza della società civile, che la Direttiva Habitat deve essere attuata per quanto attiene gli aspetti essenziali, che , in questo caso, sono rappresentati dalla conservazione della specie, si richiede cioè che l'attenzione sia focalizzata sulla conservazione che al momento è minacciata da prelievi illegali e dal fenomeno dell'ibridazione e la cui attuazione riveste carattere di interesse collettivo, piuttosto che sulle deroghe, cercando di introdurre il concetto di prelievo a beneficio di singoli interessi, deroghe che peraltro sono già state bocciate dal Legislatore Comunitario.
 
Vi invitiamo per questo a stralciare dal "Piano di Azione Nazionale sul Lupo" qualsiasi riferimento a abbattimenti selettivi di esemplari di canis lupus italicus, cercando invece di dare maggiore concretezza alle misure atte al contrasto dei fenomeni del bracconaggio e dell'ibridazione con cani padronali in stato di abbandono o vaganti , proponendo l'inasprimento delle pene per il bracconaggio e per l'abbandono volontario di animali.
Si tratta di misure in linea con lo spirito della Direttiva Habitat e quindi in linea con l'interesse collettivo che lo Stato Nazionale e gli Enti Locali devono salvaguardare.
 
Cordiali Saluti"